|
Condividiamo le preoccupazioni di Andrea Marciani, presidente del Circolo Legambiente di Manciano, Grosseto.
In Italia la superficie agricola utilizzata (SAU) diminuisce di circa 2 milioni di ettari ogni 10 anni. La riduzione della SAU segnala un fenomeno molto complesso, che ha spesso carattere di transitorietà e da un punto di vista ambientale può avere esiti anche di segno opposto. L'abbandono infatti può essere seguito da processi di ricolonizzazione da parte della vegetazione arborea, arbustiva o erbacea, come pure da processi di degrado dei suoli, legati alla perdita di sostanza organica o ai processi di erosione (devegetazione e desertificazione). Ma ciò che diventa sempre più intollerabile è la sottrazione di SAU per far posto ad impianti industriali, senza infrastrutture e con conseguenze molto negative su tutto il contesto rurale. Inoltre, per preparare un terreno agricolo ad accogliere un impianto fotovoltaico a terra, bisogna diserbare per evitare la diffusione e l'interferenza della vegetazione per tutta la durata dei pannelli solari. La quantità di diserbante necessario può essere davvero notevole. Una coltura ma anche un campo incolto riducono le emissioni di CO2 a differenza di un pannello fotovoltaico collocato su un campo. Infine sono pochi coloro i quali si pongono il problema dello smaltimento degli impianti di fine vita. Queste considerazione si vanno ad aggiungere a quelle fatte da Carlo Petrini qualche settimana fa su Repubblica. |