Mercoledì 08 Settembre 2010
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E’ scempio di olivi E-mail
giovedì 03 giugno 2010
Un’altra esecuzione a morte di olivi secolari. A Pozzovivo, a Mola di Bari. Prima li hanno decapitati e poi li hanno bruciati, vivi. Il racconto e le foto di questo ennesimo massacro.

Li vendono, li tagliano, li incendiano: li massacrano.

Pensavamo di averle viste tutte ed invece l'uomo riesce sempre a superarsi, in peggio. In contrada Pozzovivo, la contrada più fertile di Mola di Bari, una volta c'erano olivi e poi frutteti e poi vigneti e carciofeti, che davano frutti prelibati. Già nei mesi scorsi avevamo notato (e segnalato alle autorità competenti) la distruzione di alcuni olivi a Pozzovivo (era il 18 aprile come si può notare nelle foto riportate nella seconda pagina).
Ieri sera una decina di olivi secolari bruciavano come torce. Stamattina li abbiamo fotografati di nuovo e abbiamo notato che gli stessi alberi erano stati prima amputati, forse per ricavare legna, e poi bruciati con il solito metodo di dare fuoco alle sterpaglie.

Chi è interessato alla produzione di olive pota in modo equilibrato gli alberi ed evita che intorno agli stessi alberi cresca erba alta. Invece, chi vuole liberarsi di alberi per realizzare magari un altro investimento, soprattutto se tra di loro ci sono alcuni alberi "monumentali" (come da definizione della legge della Regione Puglia n. 14/2007), ricorre al fuoco.

Nella campagna che abbiamo fotografato tra l'1 e il 2 giugno (e a cui si riferiscono 6 delle 8 foto riportate) un incendio ha bruciato decine di alberi di olivo (il 31 maggio ha piovuto!). Da tempo nelle campagne è in atto uno scempio. Fermiamolo. Tra gli alberi superstiti ci sono dei patriarchi, dei monumenti vegetazionali. Chiediamo agli organi competenti di intervenire e di salvare gli olivi monumentali, anche in attuazione della legge regionale n. 14/2007 che prevede pesanti sanzioni amministrative per ogni pianta danneggiata o abbattuta.

Le foto che vi mostriamo sono poca cosa rispetto allo scempio al quale hanno assistito i nostri occhi e i nostri cuori. L'immagine di tante torce dai contorni inquietanti, quasi corpi umani piegati su se stessi, come vittime sacrificali di chissà quale rito oscuro (in nome del dio profitto), ci mette paura.
Gli alberi invece vanno abbracciati. Avete mai provato ad abbracciare un albero? Avete mai provato a sentire il profumo sottile che emanano le foglie di un albero? Vi invitiamo a farlo, in silenzio.... con gli occhi chiusi.

2 giugno 2010 (Festa della Repubblica)

I capodieci, dalla campagna al mare
Circolo Legambiente di Mola di Bari
www.legambientemola.it

Alcune foto sono state pubblicate sul sito di Repubblica Bari

 
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